Zaino in spalla, si riparte

Carissima, carissimo.

Sono passati più di tre mesi dal 4 marzo, dalle elezioni dove il centrosinistra è uscito sconfitto e dove sono stato eletto senatore della Repubblica.

Dopo una gestazione lunghissima, e che gli italiani purtroppo hanno pagato e pagheranno in termini economici a causa dell’innalzamento dello spread, è nato un Governo. Un Governo che, persino inutile dirlo, non solo non ci piace ma ci spaventa.

Non solo, e non tanto, per le idee che propugna: l’alleanza gialloverde e trazione salviniana non può andare d’accordo con chi si impegna per il bene comune a partire da un’idea di società inconciliabile con chi vede nello straniero il nemico da respingere, con chi pensa che le tasse sono un riequilibratore sociale e non un modo per allargare la forbice tra ricchi e poveri, con chi immagina un Paese dove l’assistenzialismo vinca sul tentativo di offrire opportunità di lavoro. Questo Governo ci spaventa perché, a fronte di un contratto scritto in fretta e furia per tentare di legittimare un’alleanza nata dopo le elezioni e mai proposta in campagna elettorale (grazie al ‘tradimento’ politico della Lega nei confronti del centrodestra), i suoi esponenti anziché mettersi a lavorare a testa bassa per il bene del Paese, di tutto il Paese, stanno continuando la campagna elettorale a colpi di slogan, azioni dimostrative, ospitate in televisione.

Ecco cosa penso del nuovo Governo e del ruolo del Pd.